MeetUp M5S Bruxelles: perché m’interessa, pur non essendo italiano

di Fernando Sánchez

Ho raggiunto da poco il MeetUp M5S di Bruxelles per vedere da vicino “quello che sta capitando” attorno al “fenomeno Grillo” (la profusione di virgolette è d’obbligo, per provare a dare atto della complessità politico-sociale, delle aspettative, resistenze, malcelati timori…). Fin qua tutto “normale” – milioni e milioni di persone hanno già espresso identico interesse, addirittura votando. Piccolissima incrinatura nella “normalità”: sono… ehm!… spagnolo, di nascita e di passaporto. Ma da voi ho già trovato un altro paio di persone (hej Teresa, zdravej Tomislava!) come me non italiane. Sono sicuro che ciò capita in molti altri MeetUp, in Italia e all’estero.

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Cosa ha il M5S che possa interessare vitalmente a persone che italiane non sono e vivono fuori dall’Italia?

Probabilmente questo interesse sarà forte in persone che hanno legami con l’Italia, e passione politica. Giusto il mio caso: da anni mantengo stretti rapporti con l’Italia, sia professionali che personali. E mi interesso da sempre alla politica, malgrado… la politica stessa, o almeno le basse manifestazioni della medesima che sono diventate “la norma” negli ultimi decenni – non solo in Italia, ma anche in Spagna e in altri paesi.

La novità del M5S

Come osservatore,mi colpisce la novità. Infatti, l’esplosione prima sociale, poi elettorale, adesso istituzionale del M5S mi sembra la più grande novità politica europea (quasi direi: “l’unica”), probabilmente dal crollo del Muro (1989). Quindi m’interessa vedere da vicino questa novità, specialmente alla base, i MeetUp: vedere che aria tira, come lavorano le persone, quali discorsi si affrontano. Trovo affascinante quest’ “inversione”, cioè che “la base” diventi il luogo politico centrale, spodestando le stanche e noiose élites di sempre. Ma c’è di più: l’ascesa del M5S suscita controversie accese tra molti italiani che apprezzo: entusiasmo, indifferenza, addirittura paura… Né voglio né posso restare indifferente davanti a questa vasta gamma di emozioni e posizionamenti. Non per dare o togliere ragione, figuriamoci; semplicemente per saperne di più, contrastare, formarmi un’opinione propria senza “essere pensato” dai commentatori di sempre, dai mezzi di dubbia indipendenza.

I problemi italiani sono i problemi europei

Ancor più che come “osservatore”, parola che sa un po’ di distacco, mi interessa il M5S come cittadino europeo, poiché non vedo l’ora di riprendermi in mano la mia cittadinanza, nel vero senso del termine (necessariamente impegnato!). Vedo che i guai italiani che hanno aperto spazio all’ascesa del M5S sono anche presenti in molti altri sistemi politici: primo tra tutti, l’insediamento di una casta politica autoreferenziale che si dimentica dei cittadini, coltivando esclusivamente i propri affaracci e quelli di alcuni pochi gruppi di interesse. Che si considera al di là del bene e del male, e agisce in modi che spaziano dall’opaco e dubbioso, fino al nauseabondamente corrotto. Che provano a narcotizzare i cittadini: “sai, purtroppo non si può fare in altro modo, i mercati, i condizionamenti, la crisi, purtroppo siamo soltanto noi che abbiamo l’esperienza, sai…”. Che si riempie la bocca d’invocazioni (dubbiosamente sincere) ad una “democrazia” della quale, ci mancherebbe, essi si dichiarano gli unici garanti. Questa situazione incancrenita si è aggravata ancor più di recente: i molti livelli della crisi (istituzionale, produttiva, sociale, di impiego, di distribuzione della ricchezza, ambientale…) mostrano che “il re è nudo”, e tolgono ogni credibilità alle solite promesse: cioè, che le persone di sempre, ripetendo le porcherie di sempre, porteranno un “rinnovamento”. Ma va! Questo accade nella politica italiana, come in quella spagnola, come in molti altri paesi. Cambiano leggermente i nomi, le sigle dei partiti, ma le situazioni sono assolutamente analoghe, e altrettanto vale per gli effetti subiti dai cittadini.

Risposte alle domande dei cittadini

Così ho la sensazione, per la prima volta nella mia vita adulta, che stiano arrivando delle risposte a molte domande dei cittadini, che valgono per la Spagna e per altri paesi. Ma davvero sta capitando “questo” in Italia? Ma potrebbe succedere in Spagna, e altrove? Ma ci sarà la possibilità di avvicinarci finalmente a quell’annunciata, mai pienamente realizzata, “democrazia”? Ma possiamo noi cittadini europei unirci, ma unirci veramente, facendo realtà quella raggiante promessa politica del dopoguerra che poi, purtroppo, ha deviato per altri binari? Ma come persone normali, comuni, possiamo recuperare il linguaggio, la politica, il futuro, la nostra capacità di fare?

Certo che non voglio perdermi le risposte. Anzi, vorrei dare una mano a formarle. Ecco il perché del mio interesse.

Grazie a tutti,

Fernando Sánchez

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