Comunicato Politico del 16/03/2015

Comunicato Politico del 16/03/2015 su emendamento Lombardi/circoscrizione estero.

In riferimento all’intervento in aula della deputata Lombardi dello scorso mese di gennaio, in occasione dell’esame della riforma costituzionale, che presentava un articolo aggiuntivo sulla circoscrizione estero chiedendone la soppressione, Il MU Bruxelles intende manifestare il profondo malessere con cui i suoi attivisti hanno accolto la notizia di questa iniziativa. È difficile descrivere quale sconcerto abbiano suscitato le immagini di quell’intervento e riassumere la molteplicità delle reazioni e delle critiche degli attivisti, che riguardano allo stesso tempo il metodo e il merito della proposta in questione.
Riteniamo che la gravità di questo episodio, per quanto privo di qualsiasi esito concreto, richieda una presa di posizione esplicita e netta, alla stregua di altri e diversi avvenimenti che nel corso degli ultimi mesi hanno reso necessario, secondo la nostra opinione, un commento aperto e pubblico.
Con la opportuna premessa che nessun singolo episodio può far venir meno il sostegno del nostro MU al progetto di rinnovamento proprio del Movimento, e invece rafforzati nella convinzione che il coinvolgimento della base e il controllo che questa deve operare sulle azioni dei rappresentanti siano ineludibili, intendiamo dunque eprimere la più ferma condanna dell’iniziativa sulla circoscrizione estero e la diffida a perseguire nella direzione della riduzione dei diritti civili e dell’offesa alla storia, al valore e alle aspettative delle comunità degli italiani all’estero.
Con grande preoccupazione, infatti, constatiamo che le diverse delegazioni palamentari del Movimento, lungi dal realizzare quale potenziale e quali opportunità rappresentino quelle comunità, perseverano nella mancanza di qualsiasi iniziativa o progetto che tenda all’inclusione e al coinvolgimento degli emigrati, e nel rifiuto, persino, di ogni interazione, anche quando opportunamente sollecitata, con i MU all’estero. I quali hanno forza, capacità e prospettive di sviluppo almeno pari ai MU nazionali, e rappresentano le istanze del Movimento in seno a delle comunità che sono, indipendentemente dal dettato costituzionale e dal dettaglio delle leggi elettorali, risorse reali e serbatoi di esperienze e valori di cui il cambiamento auspicato non può fare a meno.
Assistiamo invece al deteriorarsi di ogni prospettiva di partecipazione degli italiani all’estero in generale e dei MU in particolare, che autonomamente perseguono nello sforzo di coordinarsi, crescere e contribuire con i propri mezzi alle battaglie comuni. In un momento in cui anche le imminenti elezioni dei Comites avrebbero potuto rappresentare un’occasione di aggregazione e mobilitazione, la richiesta di soppressione della circoscrizione estero appare ancor più offensiva, e in definitiva inspiegabile.
Nel merito dell’inqualificabile intervento in aula della deputata Lombardi, che dobbiamo immaginare condiviso dall’intera delegazione, non possiamo fare a meno di stigmatizzare la palese illogicità degli argomenti a sostegno, la confusione e la superficialità con cui ci si è esposti su un tema così delicato, nonché la circostanza aggravante derivante dalla mancanza di qualsiasi possibilità di convergenza degli altri gruppi sulla posizione espressa, e quindi di qualsiasi chance di approvazione. Per non dire dell’ulteriore circostanza aggravante della scelta di pubblicizzare con apposita dichiarazione in aula la scellerata iniziativa, contraddicendo pure sé stessi nel breve volgere di due minuti.
Per opportuna conoscenza di tutti, non ci sono “ulteriori poltrone” da distribuire, dato che le poltrone, in Parlamento, sono le stesse più o meno da sempre, con o senza la circoscrizione estero.
E dati alla mano, gli eletti all’estero non contribuiscono a “consolidare traballanti maggioranze” cambiando di gruppo molto più di quanto non facciano i loro omologhi pienamente nazionali.
E quandanche le due affermazioni di cui sopra fossero vere, potremmo consigliare di riflettere un po’ più a fondo su quale sia l’interesse prioritario, se sull’altro piatto della bilancia ci sono la dignità di un popolo che emigra da oltre un secolo, ed emigra sempre di più, e anche la residua legittima speranza di tenere saldo il legame con quella parte del proprio popolo e recuperarla un giorno all’interesse nazionale e alla lotta per il cambiamento e il progresso.
Inoltre, per completezza di informazione, siamo costretti, con notevole sofferenza, a rifarci alla replica di altro deputato non-M5S, che giustamente ha fatto notare come, in Parlamento, gli unici ad essere eletti con preferenze sono proprio i deputati eletti all’estero: non sfuggirà la correlazione tra questo fatto e il concetto di rappresentanza e di rappresentatività. Mentre sorvoliamo volutamente sul rapporto tra tasse pagate e legittimità del voto per non offrire alcuna sponda ai commentatori distratti e ignoranti che tanto male fanno al Movimento e all’Italia.
Confidiamo comunque che questo clamoroso infortunio non costituisca una reazione alla schiacciante e decisiva sconfitta che il Movimento ha riportato nella circoscrizione estero alle ultime politiche, poiché questo suggerirebbe biechi calcoli elettoralistici non in linea con i principi del Movimento.
Infine, volendo proporre una riflessione che aiuti a superare questa situazione e a scongiurare il ripetersi di avvenimenti così gravi, ci permettiamo di fare notare come il declamato rapporto con il territorio non sia da intendersi in senso geomorfologico e geografico, bensì come attenzione, rispetto e collaborazione con quanti quotidianamente promuovono la lotta del Movimento, dentro e fuori i confini del Paese, dovunque il destino, l’ambizione o la necessità li abbiano portati.

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