La riforma delle legge elettorale in 2 minuti spiegata da Marco Travaglio

A 2 mesi dalle elezioni, per ricordare l’approvazione del Rosatellum che premia le coalizioni e penalizza le liste singole, riportiamo qui un estratto dell’articolo di Marco Travaglio sul funzionamento della nuova legge elettorale.

Il Rosatellum, con rispetto parlando, funziona così.
L’elettore riceve una sola scheda per ogni Camera: a sinistra l’elenco dei candidati, uno per partito o coalizione, nel collegio uninominale (chi prende più voti vince); a destra i listini bloccati dei partiti nella circoscrizione proporzionale (senza preferenze: decide il capo-partito, compilando le liste, chi piazzare ai primi posti con l’elezione garantita). Il voto disgiunto è vietato: chi sceglie una lista deve ciucciarsi il relativo candidato uninominale anche se non gli va, o viceversa. La soglia di sbarramento la deciderà Alfano, dunque sarà
come lui: prossima allo zero. Una porcata con tre truffe.

1) Due parlamentari su tre sono nominati dai capi (quota proporzionale) e solo uno (quota uninominale) è scelto dagli elettori.

2) I partiti si coalizzano nei collegi, con tanti simboli (anche di liste civetta e patacca) accanto a un solo candidato, per fare massa e battere la concorrenza, salvo tornare a dividersi il giorno dopo le elezioni; ma corrono da soli, ciascuno con la sua lista, nelle circoscrizioni proporzionali, per poi coalizzarsi dopo il voto (magari con altri rispetto ai finti alleati di collegio).

3) Centrodestra e centrosinistra si fingono uniti nella parte sinistra della scheda, poi si dividono subito dopo le urne per dare vita all’agognato inciucione Pd-FI-Ap, con molti più seggi di quelli che spetterebbero loro in base ai voti raccolti e soprattutto ai voti che prenderebbero se dichiarassero le loro vere intenzioni prima delle urne. E naturalmente la prima forza politica del Paese, il M5S, non avendo alleati, avrà metà dei seggi che gli spetterebbero in base ai suoi voti.
Pensate ancora che la legge elettorale sia noiosa e vada lasciata in mano a questi manigoldi? Noi no.”

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